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| sono le ore
20.17
di
martedì 7 febbraio 2012
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COMUNITA’ RIABILITATIVA PSICHIATRICA
“IL CASTELLO”
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| Largo
Annunziata, 20
71020 PANNI (FG)
tel. 0881 965357
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| La Comunità Riabilitativa
Psichiatrica “Il Castello” di Panni
è una struttura residenziale per la riabilitazione
di soggetti con disagio/disturbo mentale. Essa
è parte integrante del Centro Salute Mentale
3 di Troia della ASL FG ed è gestita dalla
“Futura” Soc Coop. Sociale a r. l.
di Monteleone di P. (FG). |
| La relazione con gli utenti
avviene attraverso l’instaurazione di rapporti
di tipo familiare, intesi nel senso migliore del
termine, in cui una grossa carica di umanità
e di amore va a sostituire il freddo formalismo,
causa anche esso dell’accentuarsi del disagio
mentale. A tal fine è stato creato un ambiente
rassicurante e familiare in grado di far esprimere
liberamente i vari vissuti emotivi, instaurando
dinamiche più gratificanti atte a compensare
quelle precedentemente esperite in maniera distonica.
La vita comunitaria è perciò improntata
sul modello di una grande famiglia, in tutti i
suoi molteplici aspetti, che presuppone il rispetto
di regole e di responsabilità precise nei
confronti degli altri. Si è voluto così
creare un ambiente non troppo “medicalizzato”,
che rimandi al ruolo di ammalato, per mezzo di
una sempre maggiore collaborazione fra tutte le
realtà che ruotano attorno alla vita del
paziente. |
Lo svolgersi della giornata
ha come scopo precipuo quello di far riacquistare
una dimensione temporale, proponendo un ritmo
di vita regolare suddiviso in momenti diversi:
gestione della vita quotidiana, interscambio con
le varie realtà del territorio, incontri
con operatori del C.S.M., iniziative culturali,
attività ludico-sportive e organizzazione
del tempo libero tramite una costante e continua
presenza degli operatori della struttura.
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E’ risultato determinante
mettere in risalto un’impostazione aperta
nei confronti dell’esterno per creare momenti
socializzanti fondamentali, cercando continuamente
di offrire ai singoli ospiti un supporto adeguato
per l’acquisizione di un maggior senso di
sicurezza e di una positiva integrazione con l’esterno.
La figura dell’operatore in tal contesto
è quella di un modello di identificazione
dal quale l’utente può apprendere
comportamenti più adattivi. Essa, inoltre,
funge da azione di stimolo e di supporto, sollecitando
gli utenti ad attivarsi nel programma giornaliero
e rendendo coeso il gruppo degli stessi tramite
funzione di fattore correttivo, rispetto all’emergere
di comportamenti disadattivi e disgreganti. |
Nella tutela del livello
qualitativo della vita dell’ospite, risulta
indispensabile realizzare un programma personalizzato
rispetto alla propria autonomia e alla valorizzazione
delle potenzialità individuali palesi e
latenti. |
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